Abbiamo visto che il cappotto termico è un sistema che viene installato all’esterno delle pareti perimetrali di un edificio ed è composto, in buona sostanza, da uno strato di pannelli di materiale isolante di opportuno spessore, incollati alla parete e fissati a essa tramite tasselli e da uno strato di colla coprente nel quale viene inserita una rete e da una finitura tinteggiata. Il cuore del cappotto termico è chiaramente il pannello isolante utilizzato, che può variare in base al materiale e allo spessore che si adottano. Arriva l’inverno e noi, per evitare di infreddolirci, indossiamo un cappotto. Sappiamo che un cappotto di lana è più confortevole di uno in cotone. Abbiamo imparato a distinguere fra i diversi tessuti. Parimenti, in questi anni abbiamo capito che è importante mettere un cappotto anche alla nostra casa e ora dobbiamo imparare a scegliere il materiale più adatto. I parametri che incidono sulla qualità del cappotto termico in regime invernale sono due: la caratteristica isolante che il materiale del pannello mi garantisce – che chiameremo conduttività termica e indicheremo con la lettera greca λ (lambda) e che esprimeremo come W/mK – e lo spessore s (espresso in m) del pannello isolante.
Minore è il valore della conduttività λ e maggiore è lo spessore s del pannello, tanto migliore sarà il comportamento invernale del cappotto. L’effetto finale di isolamento termico di una parete, tenuto conto dell’apporto di tutti gli strati di cui è composta (ad esempio: intonaco, parete in laterizio, intercapedine, pannello isolante, ecc.) si chiama trasmittanza termica U e ha dimensione W/m2K.
Poi arriva l’estate e noi ci togliamo il cappotto e lo riponiamo nell’armadio. La nostra casa no, non può, se lo deve tenere addosso anche quando è caldo. Può essere causa di surriscaldamento? No, anzi: se il cappotto termico è ben progettato diventa un’efficace difesa dal surriscaldamento estivo aiutandoci a evitare l’uso massiccio di condizionatori che richiedono molta (troppa) energia e che surriscaldano (troppo) le nostre città, vediamo come.
Ricordate un vecchio adagio dei nostri nonni “dove non passa il freddo non passa neanche il caldo”, o ricordate che i tuareg (gli uomini blu) attraversano l’assolato deserto coperti da pesanti panni di lana? Ecco, diciamo che anche in estate il cappotto termico aiuta a migliorare il comfort e a risparmiare energia.
In estate il pannello isolante utilizzato deve possedere (oltre a una bassa conduttività λ e un alto spessore s, necessari per l’inverno) anche altre due caratteristiche: la densità ρ (espressa in kg/m3) e il calore specifico C (espresso in J/kgK). La densità̀ ρ è la massa di un metro cubo di un materiale mentre il calore specifico C lo possiamo spiegare così: è l’energia che occorre per fare aumentare di un grado la temperatura di un chilogrammo di un determinato materiale. Per comprendere cosa sia la capacità termica facciamo questo esperimento: teniamo un cucchiaio di acciaio con una mano e un cucchiaio di legno con l’altra e mettiamoli, contemporaneamente, sulla fiamma di un fornello, dopo pochi istanti sentiremo che il cucchiaio di acciaio ci sta scottando le dita mentre il cucchiaio di legno no, quindi a parità̀ di quantità di energia termica incamerata e a parità di peso (il peso dei due cucchiai) il cucchiaio in acciaio ha aumentato la propria temperatura in maniera più̀ evidente (quantità) e più rapida (tempo).
Da questo esperimento possiamo trarre queste conclusioni: un corpo metallico che ha calore specifico C basso, esposto al sole si scalda molto e molto rapidamente. Un corpo ligneo con calore specifico C alto, esposto al sole aumenta di poco la propria temperatura e più lentamente.
Applichiamo questa intuizione al nostro edificio in un giorno estivo molto caldo: le facciate esposte al sole di mezzogiorno si scaldano molto e rapidamente, e altrettanto rapidamente trasferiscono questa enorme quantità di calore (fornito dall’energia solare) all’interno dell’edificio: l’edificio si surriscalda e a nulla giova aprire le finestre perché l’aria esterna è ugualmente calda e, quindi, il calore interno non si disperde; l’unica soluzione resta accendere il condizionatore.